Ultima modifica: 26 Luglio 2019

Consiglio d’Istituto

Discorso di Intitolazione a Margherita Hack

Innanzitutto vorrei ringraziare il nostro Preside, il Dirigente Scolastico Dott. Mereghetti, che mi ha chiesto di intervenire a nome del Consiglio d’istituto che in data 16 marzo 2017 ha deliberato all’unanimità, e sottolineò all’unanimità, l’intitolazione del nostro comprensivo alla figura della celebre astrofisica e divulgatrice scientifica Margherita Hack. Lasciatemi anche ringraziare la nostra ex dirigente scolastica D.ssa Silvestri che ha sopportato e accolto la mia insistenza affinché l’Istituto Comprensivo avesse finalmente un nome, portando al collegio docenti la proposta che è poi approdata al consiglio d’istituto precedentemente citato. Infine ringrazio la giunta Comincini che in data 16/05/2017 ha fornito il proprio assenso all’intitolazione. Vorrei in queste poche parole non fare un mero elenco delle molteplici onorificenze acquisite dall’insigne scienziata, ma cercare di esprimere cosa rappresenta simbolicamente la figura di Margherita Hack e di conseguenza cosa può dare educativamente ai nostri figli e alle nostre figlie, frequentare un istituto comprensivo che porta il suo nome. E’ necessario, ma non sufficiente, avere ottenuto risultati eccelsi in campo scientifico, perché l’esempio professionale di Margherita Hack è dato nella costanza, l’impegno e la dedizione al proprio lavoro quotidiano, di dipendente statale come lei spesso ricordava, al pari di molti dei nostri insegnanti e del nostro personale della scuola che tutti i giorni vediamo dedicarsi a fondo per la migliore riuscita della vita scolastica dei nostri figli. Margherita Hack ha dimostrato durante tutto l’arco della sua lunga vita una capacità di pensiero critico, che l’ha contraddistinta sin da quando si contrappose in giovane età al fascismo e in particolare alla sua definitiva degerazione, attraverso le ignobili leggi razziali. Non fu espulsa dalle scuole del regno solo per la presenza di insegnanti antifascisti che riuscirono a commutare l’emarginazione scolastica in una sospensione di un mese, e tutto questo per aver incessantemente espresso le sue idee di libertà e uguaglianza. La passione per gli animali, l’amore per l’ambiente e la sensibilità verso i più sfortunati segnano la vita di Margherita Hack nel solco dell’impegno civile della partecipazione. A tal proposito a novant’anni, un anno prima di lasciarci, aveva la forza e la lucidità di scrivere rispetto al dramma delle migrazioni le seguenti parole tratte dal testo “Qualcosa di inaspettato”: “penso ai nostri migranti che dopo la prima guerra mondiale si imbarcarono a milioni per le Americhe, per l’Australia, si trovarono in un paese sconosciuto, dove si parlava una lingua sconosciuta, c’erano abitudini diverse, dove la gente li guardava con sospetto pensando: “Ci portano via il lavoro, sono sporchi, sono ladri..” E anche dopo la seconda guerra mondiale quanti italiani sono partiti per la Germania, la Francia, la Svizzera, l’Australia, spesso guardati con sospetto? Ora tocca a noi da paese di emigrazione siamo diventati paese di immigrazione, e dovremmo ricordarci le sofferenze e le umiliazioni patite dai nostri vecchi e accogliere da fratelli quelli che diventeranno i nuovi cittadini..”. La scuola per Margherita Hack è pubblica, laica e democratica, infatti ricordava nel suo libro dal titolo “In piena libertà e consapevolezza”: “fra i principi fondamentali della nostra Carta, lo ha ben precisato la Corte Costituzionale con la sentenza n. 203 del 1989, c’è quello di laicità declinato negli articoli 3, 7, 8, 19 e 22 e che rappresenta un principio “supremo” che non potrebbe essere eliminato neppure mediante il procedimento di revisione costituzionale”. La determinazione delle proprie idee e l’apertura verso l’altro sono le due facce della stessa medaglia che rappresentano la vita di Margherita Hack e che sono evidenti più che mai in uno dei suoi ultimi libri intitolato “Io Credo – dialogo tra un’atea e un prete”, basato sul confronto e l’arricchimento reciproco con un amico sacerdote. Insomma Margherita Hack era la la più semplice e umile delle persone, ma con queste e molte altre straordinarie qualità. È per questo che ti chiederai per l’ennesima volta “non capisco perché mi viene dimostrato una stima e un affetto incredibile da persone che neanche conosco”, ma noi possiamo dire che sappiamo il perché.. Grazie Margherita, “Regina delle Stelle”.

Il Presidente del Consiglio di Istituto

Gerardo Giacomazzi

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 “Il Consiglio d’Istituto elabora e adotta gli indirizzi generali della scuola”, questa è la prima riga della legge che definisce i compiti dell’organismo collegiale e con questo spirito il consiglio d’Istituto Margherita Hack di Cernusco sul Naviglio ha letto, su proposta del presidente e sottoscritto all’unanimità, il discorso di pochi giorni fa della senatrice a vita Lilliana Segre in parlamento (sono escluse dal testo le ultimissime righe che trattano di una dichiarazione di voto parlamentare)

“Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi senatori, prendendo la parola per la prima volta in quest’Aula non posso fare a meno di rivolgere innanzitutto un ringraziamento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha deciso di ricordare l’ottantesimo anniversario dell’emanazione delle leggi razziali, razziste, del 1938 facendo una scelta sorprendente: nominando quale senatrice a vita una vecchia signora, una persona tra le pochissime ancora viventi in Italia che porta sul braccio il numero di Auschwitz.

Porta sul braccio il numero di Auschwitz e ha il compito non solo di ricordare, ma anche di dare, in qualche modo, la parola a coloro che ottant’anni orsono non la ebbero; a quelle migliaia di italiani, 40.000 circa, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che subirono l’umiliazione di essere espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società, quella persecuzione che preparò la shoah italiana del 1943-1945, che purtroppo fu un crimine anche italiano, del fascismo italiano.

Soprattutto, si dovrebbe dare idealmente la parola a quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento. Salvarli dall’oblio non significa soltanto onorare un debito storico verso quei nostri concittadini di allora, ma anche aiutare gli italiani di oggi a respingere la tentazione dell’indifferenza verso le ingiustizie e le sofferenze che ci circondano. A non anestetizzare le coscienze, a essere più vigili, più avvertiti della responsabilità che ciascuno ha verso gli altri.

In quei campi di sterminio altre minoranze, oltre agli ebrei, vennero annientate. Tra queste voglio ricordare oggi gli appartenenti alle popolazioni rom e sinti, che inizialmente suscitarono la nostra invidia di prigioniere perché nelle loro baracche le famiglie erano lasciate unite; ma presto all’invidia seguì l’orrore, perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale.

Per questo accolgo con grande convinzione l’appello che mi ha rivolto oggi su «la Repubblica» il professor Melloni. Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano.

Mi accingo a svolgere il mandato di senatrice ben conscia della mia totale inesperienza politica e confidando molto nella pazienza che tutti loro vorranno usare nei confronti di un’anziana nonna, come sono io. Tenterò di dare un modesto contributo all’attività parlamentare traendo ispirazione da ciò che ho imparato. Ho conosciuto la condizione di clandestina e di richiedente asilo; ho conosciuto il carcere; ho conosciuto il lavoro operaio, essendo stata manodopera schiava minorile in una fabbrica satellite del campo di sterminio. Non avendo mai avuto appartenenze di partito, svolgerò la mia attività di senatrice senza legami di schieramento politico e rispondendo solo alla mia coscienza.

Una sola obbedienza mi guiderà: la fedeltà ai vitali principi ed ai programmi avanzatissimi – ancora in larga parte inattuati – dettati dalla Costituzione repubblicana..”

Un discorso che avrebbe sottoscritto sicuramente, e senza ombra di dubbio, anche la personalità che da il nome al nostro Istituto Comprensivo.

Il Presidente del Consiglio di Istituto
Gerardo Giacomazzi

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ELEZIONI CONSIGLIO DI ISTITUTO TRIENNIO 2016-2019

Funzioni

Il consiglio di istituto elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento della scuola; delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo e stabilisce come impiegare i mezzi finanziari per il funzionamento amministrativo e didattico. Spetta al consiglio l’adozione del regolamento interno del circolo o dell’istituto, l’acquisto, il rinnovo e la conservazione di tutti i beni necessari alla vita della scuola, la decisione in merito alla partecipazione del circolo o dell’istituto ad attività culturali, sportive e ricreative, nonché allo svolgimento di iniziative assistenziali.

Fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei consigli di classe, ha potere deliberante sull’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio, per quanto riguarda i compiti e le funzioni che l’autonomia scolastica attribuisce alle singole scuole. In particolare adotta il Piano dell’offerta formativa elaborato dal collegio dei docenti.

Inoltre il consiglio di istituto indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione dei singoli docenti, e al coordinamento organizzativo dei consigli di classe; esprime parere sull’andamento generale, didattico ed amministrativo, dell’istituto, stabilisce i criteri per l’espletamento dei servizi amministrativi ed esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici.

Composizione

Il consiglio di istituto, nelle scuole con popolazione scolastica fino a 500 alunni, è costituito da 14 componenti, di cui 6 rappresentanti del personale docente, uno del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 6 dei genitori degli alunni (ovvero 3 genitori e 3 studenti nelle scuole secondarie di secondo grado), il dirigente scolastico; nelle scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni è costituito da 19 componenti, di cui 8 rappresentanti del personale docente, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 8 rappresentanti dei genitori degli alunni (ovvero 4 genitori e 4 studenti), il dirigente scolastico; il consiglio d’Istituto è presieduto da uno dei membri, eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni.

 


VERBALI CONSIGLIO ISTITUTO A.S. 2018/19

  • CONSIGLIO D’ISTITUTO DEL 3/10/2018
    (vedi link)

VERBALE CDI 3 Ottobre 2018

 

  • CONSIGLIO D’ISTITUTO DEL  29/10/2018

Verbale C.d.I .29 ottobre 2018

 

  • CONSIGLIO D’ISTITUTO DEL 05/12/2018

Verbale_C.d.I_05_dicembre_2018_

 

  • CONSIGLIO D’ISTITUTO DEL 13/02/2019

VERBALE CDI 13 FEBBRAIO 2019

 

  • CONSIGLIO D’ISTITUTO DEL 14/05/2019

Verbale_CdI_14maggio2019

 

  • NOMINA COMMISSARIO STRAORDINARIO

Nomina Commissario Straordinario

 

  • VERBALE N.1

Verbale insediamento Commissario Straordinario

 

  • VERBALE N.2

Verbale n.2 deliberazione del Commissario Straordinario

 

  • CALENDARIO SCOLASTICO 2019/2020

Calendario_Scolastico_2019-2020