I movimenti sono il “linguaggio” che i bambini parlano costantemente, con i loro pari e con gli adulti, e la scuola dell’infanzia diventa un luogo privilegiato di sperimentazione, scoperta ed elaborazione di strategie nuove di adattamento. Infatti, tra i 3 e i 5 anni si sviluppano i prerequisiti degli apprendimenti successivi, le abilità motorie si sviluppano rapidamente in funzione delle esperienze precedenti e di quelle nuove, in stretta correlazione con lo sviluppo delle funzioni cognitive e relazionali.
Le abilità motorie, assieme a quelle cognitive, emozionali, relazionali e ai funzionamenti biologici più profondi, costituiscano una unità inscindibile, il Sè di ogni bambino.
Le conoscenze scientifiche recenti spingono verso una realtà più complessa: il sistema motorio, oltre all’attivazione del sistema muscolo-scheletrico, svolge anche funzioni cognitive e mnemoniche ed è direttamente connesso ai sistemi emozionali. È un movimento “relazionale”, attraverso il quale interagiamo con l’ambiente e con gli altri, modulato da circostanze e motivazioni che ci portano a occupare lo spazio interattivo con molteplici modi di attivazione del nostro organismo.
La psicomotricità favorisce il passaggio dal piacere d’agire al piacere di pensare, basando il suo intervento sulla spontaneità del bambini, riservandogli uno “spazio privilegiato” per manifestare il suo essere persona; proponendo attività ludiche fondate a sostenere il bambino nel suo percorso di crescita.
In particolare consente di rafforzare le competenze comunicative, relazionali ed emotive, facilitando lo sviluppo cognitivo e sociale.